Blue Flower

  

  

IL CAMMINO DEI BERGAMI’

 

24-26 giugno 2016

 

PROMOSSA DA AMAMONT

(ASSOCIAZIONE AMICI DEGLI ALPEGGI E DELLA MONTAGNA)

con l’adesione di Festival del pastoralismo – Bergamo, Centro studi valle Imagna,

Ruralpini, Gente di Montagna, Pro Loco Morterone, Comune di Morterone, Ersaf Regione Lombardia,

  

 Una tre giorni a piedi  tra Valsassina, Valtaleggio e Valle Imagna sulle orme dei bergamì,

i transumanti bovini, protagonisti della civiltà casearia lombarda.

  

Venerdì 24 giugno

14,30 Ritrovo e partenza dalla Stazione di Lecco (Per chi arriva in treno)

trasferimento auto degli organizzatori alla Colmine di San Pietro (23 km)

  

Ore 16.30. Percorso a piedi via Olino fino a Morterone

Arrivo a Morterone ore 18.00. Accoglienza del Sindaco di Morterone

Alloggiamento e breve visita con oggetto le architetture tradizionali e le sculture di arte contemporanea

19.30 Cena e alloggio presso la Trattoria dei Cacciatori;

 

Sabato 25 giugno

Ore 9.30 Partenza per l’Alpe Valmana (1480 m) (300 m di dislivello in salita).

Pranzo in agriturismo in alpeggio all’Alpe Valmana.

Pomeriggio sosta lungo il percorso di discesa in Valle Imagna ai Tre Faggi. Discesa alle contrada Canaggio di Corna e proseguimento a pie- di sino alla nuova struttura di Cà Berizzi (fabbricato tradizionale del XVII sec. restaurato) (Contrada Regorda) con intrattenimento musicale.

Ore 19 Cena e pernottamento in camere e camerone. (struttura nuovissima molto confortevole)

 

PRENOTAZIONE (SPECIFICANDO QUANDO SI ARRIVA E QUANDO SI RIPAR- TE E NUMERO DI PERSONE) ENTRO 8 GIUGNO – PER CHI SI AGGREGA SUCCESSIVAMENTE NON SI PUO’ GARANTIRE ALLOGGIO “ALBERGHIERO” (e dovrà portarsi il sacco-letto)

 

ISCRIZIONE 50 euro Saldo fine evento sul posto

IT17M033 5901 6001 0000 0133 711

 

INFO FESTIVAL PASTORALISMO

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. cellulare 3282162812

  

Equipaggiamento:  – zaino piccolo (no colazioni al sacco), scarponcini – giacca a vento/ mantella – maglione – pantaloni e maglia di ricambio – calze da scarponcino – cappello da sole + crema solare.

Allenamento: non necessario secondo standard escursionistici  in ragione dello scarso impegno dei percorsi.

 

Domenica 26 giugno

Alla mattina visita alla Cà dello stracchino e a tipiche strutture di architet-

toniche (contrade) di Corna.

Pranzo all’Antica locanda Roncaglia. Accompagnamento con auto pri- vate dei partecipanti sino a Fuipiano da dove con soli 300 m di salita si ritorna a Morterone (per recupero auto). Chi rientra con i mezzi pubblici scenderà a piedi (o portato con auto private) a Sant’Omobono dove po- trà con bus raggiungere Bergamo

 

 Costo alloggio e pranzi 130 € (togliere 45€ se si arriva sabato mattina o

25€ se si arriva Venerdì dopo cena o riparte prima del pranzo di Domenica)

  

 

 

Sabato 16 aprile 2016 ha avuto luogo, presso la sala multifunzionale della Casa Besta a Brusio, l’assemblea annuale di AmAMont, l’associazione transfrontaliera degli Amici degli alpeggi e della montagna.

Il luogo designato per l’assemblea non è per nulla casuale e riporta AmAMont indietro di dieci anni, agli albori della sua esistenza, allorquando un gruppo di amici, accomunati dall’amore per gli alpeggi e la montagna, si riuniva presso l’Alpe Li Piani – “la culla di AmaMont”- come ama definire la propria Alpe il socio fondatore e presidente dell’associazione dott. Plinio Pianta. Nel Comune di Brusio veniva quindi dato inizio a questo percorso di valorizzazione della montagna, nel frattempo assurto a punto di riferimento per tutti coloro che hanno interesse per la montagna e credono nelle aree alpine quale risorsa e riferimento vitale.

AmAMont è un’associazione transfrontaliera per la ruralità alpina, per la montagna da vivere e per la cooperazione tra regioni e cantoni. Essa s’impegna affinché l’esodo dalle montagne possa essere contrastato, dimostrando che le aree alpine possono rappresentare ancora una risorsa e un’opportunità per tutti coloro che scelgono di viverci. Come recita la stessa filosofia dell’associazione “AmAMont vuol essere una controproposta positiva al dilagante nichilismo, anonimato, consumismo e omologazione”.

Una trentina di delegati, provenienti da ambedue le parti del confine, così come dalla vicina Val Bregaglia e dal Canton Ticino, hanno preso parte all’assemblea che, dopo la delibera delle trattande statutarie, proponeva il calendario degli eventi e il relativo programma riguardo il 2016, con le varie proposte in calendario.

 

 

Nel proprio discorso introduttivo il presidente dott. Plinio Pianta propone una sintesi dell’attività svolta negli ultimi 10 anni, presentando dapprima una visione d’insieme di quanto si proponeva AmAMont agli inizi e la relativa verifica svolta nel corso degli anni passati, giungendo alla conclusione che “con questa visione d’insieme, di una decina d’anni di impegno culturale, abbiamo potuto verificare personalmente e in concreto, tramite le svariate esperienze della montagna e degli alpeggi, che quanto propone AmAMont non é cultura astratta”; continuando poi: “Se AmAMont ha contribuito in questi anni a richiamare l’uomo della montagna alla bellezza e all’importanza del suo compito, allora ritengo si possa dire che ne è valsa la pena di aver costituito l’Associazione AmAMont”.

Anche il discorso del Sindaco di Brusio, Arturo Plozza, è incentrato sulla grande capacità dei nostri popoli nell’essere riusciti a creare opportunità di sopravvivenza in un ambiente difficile e talvolta ostile, in cui l’amore per il proprio territorio è ben riconoscibile se si osserva come questo è ancora coltivato. “Se non l’avete ancora fatto – sottolinea Plozza nel proprio discorso – attraversate la Valposchiavo, guardate a destra e a sinistra questo ambiente, che è un ambiente antropizzato, ma sempre molto vicino a quello che è la natura“. Dopo aver offerto agli ospiti unritratto breve ma completo della Valposchiavo e più particolarmente del Comune di Brusio, parti di un Cantone tipicamente alpino, il Sindaco conclude il suo intervento dicendo: “Oggi Brusio ospita l’assemblea di un’associazione che, a sua volta, si fa carico di una lotta che può sembrare quasi anacronistica, ma che è guidata dallo spirito e dall’intraprendenza di chi sa che vale la pena combattere.”

 

 

Per la Regione Bernina il saluto è proposto dal Vicepresidente Marco Triacca, il quale, anche solo per formazione e professione, si sente molto vicino ai principi di un’associazione che crede ancora nelle opportunità offerte dai territori di montagna, affermando in conclusione che la Regione Bernina avrà sicuramente un occhio di riguardo per progetti tendenti alla valorizzazione delle nostre aree alpine.

Tra i progetti presentati vale sicuramente la pena citare il programma Interreg Svizzera-Italia 2014-2020. Le misure prioritarie e le azioni sul territorio che vengono prese in considerazione all’interno di questo programma si suddividono su 5 assi. Il primo riguarda la competitività delle imprese, inteso a stimolare l’apertura e l’integrazione degli imprenditori, volta a sviluppare un’economia dell’area transfrontaliera che sia basata sull’identità di sistema. Il secondo riguarda lavalorizzazione del patrimonio naturale e culturale, che mira a favorire un uso efficiente delle risorse del territorio, attraverso la messa in rete di servizi, dati e informazioni, promuovendo anche, a fini turistici, la creazione di un’identità paesaggistica e sociale dell’area. Il terzo asse prevede la mobilità integrata e sostenibile, intesa ad incoraggiare un sistema di trasporto più efficiente per assicurare una gestione efficace e meno costosa dei volumi di traffico che interessano tutta l’area di cooperazione. Il penultimo asse riguarda i servizi per l’integrazione della comunità e, per concludere, il quinto asse, votato al rafforzamento della governance transfrontaliera, teso a stimolare l’adozione di modalità e strumenti atti a migliorare la capacità delle istituzioni e dei molteplici portatori d’interessi.

 

Video di Gino Girolomoni, imprenditore e saggista, precursore dell’agricoltura biologica in Italia

 

Montagna, natura, paesaggio e cultura sono i tasselli fondamentali che fungono da collante per trasformare le difficili realtà ruralpine in opportunità. La sintesi di questo pensiero riassunte nelle parole finali del dott. Pianta, che così conclude il suo intervento: “Rendiamoci conto che l’uomo della montagna e dell’alpeggio sta custodendo una risorsa eccezionale, ormai millenaria, che è stata di aiuto e sostentamento a tutte le popolazioni dell’arco alpino. Amarla e restarne vigili non è soltanto un compito, ma deve essere una vocazione di responsabilità e solidarietà“.

(Fonte: ilbernina.ch)

Cari Consiglieri CD e Segretari
Cari Soci e simpatizzanti AmAMont

Brusio, 12.02.2016 - Con la presente vi invio questo preavviso cosicché possiate riservare la data della prossima assemblea AmAMont: l'assemblea avrà luogo a Brusio (Ct. Grigioni/Svizzera) presso la Casa Besta (ex Casa comunale adibita oggi a Biblioteca comunale e Uffici e sede della Regione Bernina (ex RVP/Valposchiavo) come convenuto con il CD per sabato, 16 aprile 2016, ore 10.30.

Casa Besta Brusio

Casa Besta, Brusio

Mentre l’anno scorso abbiamo tenuto la nostra Assemblea presso la nostra sede ufficiale Centro Fojanini, Sondrio, quest’anno è di nuovo il turno della Svizzera. Considerando che la culla di AmAMont è stata quella dell’Alpe Li Piani (del sottoscritto/ nel Comune di Brusio in occasione del seminario a Li Piani dell’8/9 settembre 2007) questa Assemblea a Brusio, agli albori del decennale della fondazione dell’Associazione Amici degli Alpeggi e della Montagna (AmAMont), rappresenta pertanto, anche simbolicamente, il ritorno alle origini e allo scopo per cui è nata.

Oltre a ciò questo nuovo appuntamento assembleare coinciderà con la conclusione della ristrutturazione di AmAMont in una Associazione italiana e una svizzera…

Comunque in ogni ristrutturazione è importante non perdere di vista i valori fondanti dell’origine! Di più anche sulla nuova impostazione sarà deciso in assemblea.

A titolo preliminare e anche per sottolineare l’importanza della presenza di tutti i soci, vi comunichiamo già sin d’ora, che il CD del 05.02.2016 ha ritenuto che in linea di massima a comporre l’associazione italiana saranno i soci italiani, mentre i soci svizzeri comporranno quella svizzera… lasciando ovviamente la libertà a soci di aderire ulteriormente o all’associazione svizzera o italiana.

Nel mese di marzo vi faremo pervenire la convocazione con relative trattande e dettagli. Nell’attesa di incontrarvi numerosi a Brusio, vi salutiamo cordialmente.

Plinio Pianta, Presidente AmAMont

Coordinamento gente di montagna

Prazzo, 27 dicembre 2015

Ai Sindaci, alle ass.ni e agli aderenti al “Coordinamento Gente di Montagna”

Cari tutti, come da intesa confermo l’incontro del “coordinamento gente di montagna”

per sabato 16 gennaio 2016

in Municipio a Villar Pellice

alle ore 15.30,

poi si cena assieme a Bobbio Pellice (confermate per la cena, grazie). Per coloro che arrivano da lontano si organizza il pernottamento. L’idea di organizzare il “coordinamento gente di montagna” come luogo di incontro , confronto e laboratorio di idee per le Alte Terre a livello Pan-alpino, appenninico e collinare sta raccogliendo consenso e credibilità. L’Europa si è data l’obiettivo di individuare una strategia per la Macroregione Alpina (comprende tutto il Nord Italia, Alpi, colline e Appennini) e il “coordinamento” può far giungere al Parlamento Europeo la voce di coloro che il Monte vivono, questo è uno dei temi sostanziali al centro del dibattito e condiviso da tutti.

L’o.d.g. proposto è :

  1. Presentazione dei partecipanti;
  2. Condivisione obiettivi, ipotesi organizzative e programma di lavoro del “coordinamento”, definizione della “fase costituente” con responsabilità e tempi di lavoro;
  3. Proposte per una “strategia per la Macroregione Alpina”, definizione linee guida e individuazione interlocutori;
  4. Petizione e manifesto antilupo dalle ass.ni Adialpi e Alte Terre;
  5. Varie ed eventuali.

Mariano Allocco  

 

28.12.2015 - Il Natale appena trascorso e la positiva rinnovata simpatia per il Presepe hanno ancora una volta riportato brevemente l’attenzione sui pastori, più volte citati nei Vangeli. Sono pastori i primi uomini cui viene annunciata la nascita del Salvatore e che lo riconoscono come tale.

di Robi Ronza

Gesù in persona dice di sé di essere il Buon Pastore, e da ciò deriva nel linguaggio e nella tradizione cristiane tutta una sequenza di richiami simbolici che giunge fino al bastone pastorale dei vescovi della Chiesa cattolica e delle altre Chiese apostoliche; e rispettivamente al titolo di “pastore”attribuito alle autorità religiose delle comunità protestanti.

adorazione dei pastori

 

Quello del pastore è insomma un lavoro che nella tradizione cristiana ha un assoluto primato simbolico. Un primato che nell’arte sacra verrà poi per secoli bene espresso raffigurando i pastori in abiti e in atteggiamenti da alti dignitari come qui magistralmente si vede nell’ “Adorazione dei Pastori” di Lorenzo Lotto (Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia), nota anche per il particolare originale e commovente delle pecora che lambisce la mano del Bambino.

Troppo spesso però la gente di oggi, che vive per lo più nelle città o comunque in aree intensamente urbanizzate, crede che i pastori e la pastorizia siano una memoria del passato o in ogni caso qualcosa che ormai sta tramontando. In realtà non è così, e non soltanto in terre remote e poco abitate dell’America andina o dell’Asia centrale. Anche in Italia e altrove nell’Europa occidentale la pastorizia, e in genere il gusto e l’interesse per le attività agro-pastorali, sono in ripresa e ancor più lo sarebbero se non dovessero fare i conti con un certo ambientalismo “verde” estremista che punta allo spopolamento e al rinselvatichimento (bewildering) delle Alpi, dei Pirenei e delle campagne europee meno abitate in nome del ritorno a un mitico mondo primigenio senza l’uomo di cui già dicevamo. In tale prospettiva, potendo contare sull’ormai diffusa scarsissima esperienza diretta della natura che caratterizza l’uomo contemporaneo, ci sono gruppi di pressione che promuovono una politica del territorio la quale mira alla cacciata dai loro luoghi di vita e di lavoro dei pastori, degli allevatori, dei contadini di montagna, degli abitanti in genere delle campagne più discoste dalle aree urbane.

Rientra a pieno titolo in questa politica un Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, recentemente redatto dall’Unione Zoologica Italiana per conto del Ministero dell’Ambiente, in cui a sostegno della diffusione agevolata di questo grande carnivoro si arrivano ad ipotizzare delle “autorità di gestione” con poteri di polizia anche al di fuori dei Parchi naturali. Obiettivo del Piano è non solo la conservazione del lupo anche al di fuori dei parchi nazionali, ma addirittura il suo incremento (è questo, al di là dell’eufemismo, il vero significato che ha qui la parola “gestione”). E tutto questo in un Paese come il nostro che ha 201 abitanti per chilometro quadro; non 2 soltanto come la Mongolia o 0,5 come l’Alaska. E’ significativo e gravido di conseguenze che ancora una volta all’elaborazione di documenti del genere si provveda prescindendo sistematicamente dalla competenza e dall’esperienza di chi vive e lavora nelle aree interessate e da quei tecnici ed esperti che se ne occupano in quanto dimora dell’uomo e non in quanto territori da… redimere dalla sua  presenza. Un’esclusione che si estende anche a quegli autentici sostenitori della difesa delle aree riservate alla fauna selvatica (wilderness), che perciò sono realisticamente a favore anche della caccia in quanto strumento del loro controllo. A causa delle conseguenze di questa politica le vere specie in estinzione non sono più il lupo e l’orso (che in Trentino si sta moltiplicando fino a livelli insostenibili per abitanti e per turisti) ma i pastori, i contadini di montagna e le loro famiglie. La conseguenza di un tale sviluppo sarebbe paradossalmente, come in Francia la Confédération paysanne sostiene da tempo, proprio la  distruzione dell’allevamento estensivo che invece è davvero “sostenibile”. L’allevamento estensivo infatti è un fattore di biodiversità, di protezione da calamità (incendi, frane), di benessere animale, di riproduzione di saperi e cultura. 

Le popolazioni interessate si stanno mobilitando. L’episodio più recente in Italia  è un convegno svoltosi a Saluzzo (Cuneo) lo scorso 17 dicembre sul tema Alpeggi: un paradiso per i lupi,un inferno per i pastori. Il convegno era stato promosso dall’Associazione Difesa Alpeggi del Piemonte/Adialpi per dare voce “a chi vive questa realtà ogni giorno attraverso il proprio lavoro” senza lasciarsi ingannare dalle tante parole (e denaro pubblico) spesi per i progetti sul lupo in Italia, finanziando enti, parchi ed associazioni, senza minimamente curarsi delle difficoltà dei pastori e degli alpeggiatori. Queste popolazioni per ovvi motivi non possono essere numerose, ma difendono interessi che non sono soltanto loro. Meritano perciò la solidarietà  e il sostegno di chiunque si renda conto che i lupi e gli orsi veri non hanno nulla a che vedere con i personaggi dei cartoni animati; e che  l’uomo non è un intruso nel Creato. Ne è invece il centro, quindi per vocazione il suo custode attivo e consapevole. Di ciò deve farsi adeguatamente carico, ma questo implica una sua piena assunzione di responsabilità; non la sua abdicazione a favore di una natura vuota della sua presenza che sarebbe comunque peggiore.